Rivalutazione monetaria ISTAT

Rivalutazione monetaria con indici FOI ISTAT base 2015=100. Crediti di lavoro (art. 429 c.p.c.) e risarcimento danni inclusi.

Dati per il calcolo della rivalutazione ISTAT

Calcolo rivalutazione monetaria
Tipo di calcolo
Indici FOI medi annuali (base 2015=100) aggiornati al 2025. Per la precisione mensile consulta i dati ISTAT su istat.it.

Inserisci importo e periodo per calcolare la rivalutazione monetaria.

Rivalutazione monetaria ISTAT: art. 1224 c.c., art. 429 c.p.c.

La rivalutazione monetaria compensa la perdita di potere d'acquisto subita da un debito pecuniario per effetto dell'inflazione, nel periodo compreso tra la data di maturazione e quella della liquidazione. Si calcola applicando l'indice FOI (Foglio Operai Impiegati) pubblicato mensilmente dall'ISTAT, attualmente con base 2015=100.

Quando si applica la rivalutazione

La giurisprudenza distingue tra:

  • Debiti di valuta: hanno ad oggetto una somma determinata (canoni, prezzi, mutui). Si applica il principio nominalistico (art. 1277 c.c.): il debitore si libera pagando la somma nominale dovuta. La rivalutazione spetta solo se prevista dalla legge (es. art. 32 L. 392/78 sui canoni) o dal contratto.
  • Debiti di valore: hanno ad oggetto un valore (es. danno) tradotto in denaro al momento della liquidazione. La rivalutazione è AUTOMATICA dalla data del fatto a quella della liquidazione (Cass. SU n. 5743/1991).

I crediti di lavoro (art. 429, co. 3, c.p.c.)

Per i crediti di lavoro l'art. 429, co. 3, c.p.c. impone al giudice di liquidare d'ufficio:

  • Rivalutazione monetaria dalla maturazione del credito alla liquidazione.
  • Interessi legali sull'importo progressivamente rivalutato.

Le Sezioni Unite (Cass. SU n. 38/2001) hanno chiarito che gli interessi vanno calcolati anno per anno sull'importo già rivalutato a quell'anno, non sull'importo originario. Questa regola tutela il lavoratore ma non si applica automaticamente agli altri crediti: per il risarcimento del danno, ad esempio, gli interessi compensativi si calcolano sull'importo medio rivalutato (Cass. SU n. 1712/1995).

Formula di calcolo

La formula base è:

Rivalutato = Originale × (Indicefinale / Indiceiniziale)

Esempio: importo del 2015 (indice 100) rivalutato al 2024 (indice 121,3): €10.000 × (121,3 / 100) = €12.130. Il differenziale di €2.130 rappresenta la perdita di potere d'acquisto recuperata con la rivalutazione.

L'aggiornamento dei canoni di locazione

L'art. 32 L. 392/1978 (legge equo canone) prevede l'aggiornamento ISTAT dei canoni di locazione abitativa, di norma nella misura del 75% della variazione dell'indice FOI. Per i contratti a canone concordato (art. 2, co. 3, L. 431/98) l'aggiornamento è quello pattuito tra le parti, che può essere ridotto. Per le locazioni ad uso non abitativo, l'aggiornamento è del 75% se la durata contrattuale è non superiore a 6 anni; può essere pieno per durate maggiori.

L'indice FOI vs FOI senza tabacchi

L'ISTAT pubblica due indici FOI: l'indice "completo" (con tabacchi) e quello "senza tabacchi". Per la rivalutazione di crediti pecuniari (art. 1224 c.c.) si usa il FOI "senza tabacchi" (indice ai fini della rivalutazione monetaria). Per gli aggiornamenti contrattuali si usa l'indice indicato nel contratto. Lo strumento utilizza il FOI senza tabacchi base 2015=100, conformemente alla prassi.

Domande frequenti sulla rivalutazione monetaria

Dipende dalla natura del credito. Per i CREDITI DI LAVORO (art. 429 c.p.c.) sono sempre cumulabili: rivalutazione + interessi sul rivalutato. Per il RISARCIMENTO DEL DANNO (debito di valore), si cumulano interessi compensativi calcolati sull'importo medio rivalutato. Per i CREDITI DI VALUTA (in cui non c'è rivalutazione automatica), si applicano solo gli interessi legali ex art. 1224 c.c. Lo strumento adatta il calcolo alla tipologia selezionata.

Per la rivalutazione monetaria ai fini civilistici (art. 1224 c.c., risarcimento danni, crediti di lavoro) si usa il FOI senza tabacchi (base 2015=100), pubblicato mensilmente dall\'ISTAT. Per gli aggiornamenti contrattuali (locazioni, contratti di durata) si usa l\'indice indicato nel contratto, salvo diverso accordo. Esiste anche l\'indice NIC (Nazionale per l\'intera collettività) ma è meno usato in ambito legale.

In generale no, vige il principio nominalistico (art. 1277 c.c.). Eccezioni: (a) clausola contrattuale di indicizzazione (es. canoni di locazione, art. 32 L. 392/78); (b) maggior danno ex art. 1224, co. 2, c.c. provato dal creditore (in caso di mora). Per i debiti di valore (risarcimento, indennizzo, lucro cessante) la rivalutazione è automatica fino alla liquidazione.

Le SU del 2001 (Cass. n. 38/2001) hanno superato il vecchio metodo "Cassazione". Si procede per "scalini" annuali: anno 1 = capitale × tasso anno 1; anno 2 = (capitale + rivalutazione anno 1) × tasso anno 2; e così via fino alla liquidazione. Lo strumento applica automaticamente questo metodo se selezioni "Crediti di lavoro".

La rivalutazione monetaria si ferma alla data della LIQUIDAZIONE (sentenza). Dopo quella data, il debito si trasforma in debito di valuta e produce solo interessi legali ex art. 1224, co. 1, c.c. fino al pagamento effettivo. Per il maggior danno ex art. 1224, co. 2, c.c. occorre prova rigorosa (Cass. SU n. 19499/2008).

Dati per il calcolo della rivalutazione ISTAT

Calcolo rivalutazione monetaria
Tipo di calcolo
Indici FOI medi annuali (base 2015=100) aggiornati al 2025. Per la precisione mensile consulta i dati ISTAT su istat.it.

Inserisci importo e periodo per calcolare la rivalutazione monetaria.

Rivalutazione monetaria ISTAT: art. 1224 c.c., art. 429 c.p.c.

La rivalutazione monetaria compensa la perdita di potere d'acquisto subita da un debito pecuniario per effetto dell'inflazione, nel periodo compreso tra la data di maturazione e quella della liquidazione. Si calcola applicando l'indice FOI (Foglio Operai Impiegati) pubblicato mensilmente dall'ISTAT, attualmente con base 2015=100.

Quando si applica la rivalutazione

La giurisprudenza distingue tra:

  • Debiti di valuta: hanno ad oggetto una somma determinata (canoni, prezzi, mutui). Si applica il principio nominalistico (art. 1277 c.c.): il debitore si libera pagando la somma nominale dovuta. La rivalutazione spetta solo se prevista dalla legge (es. art. 32 L. 392/78 sui canoni) o dal contratto.
  • Debiti di valore: hanno ad oggetto un valore (es. danno) tradotto in denaro al momento della liquidazione. La rivalutazione è AUTOMATICA dalla data del fatto a quella della liquidazione (Cass. SU n. 5743/1991).

I crediti di lavoro (art. 429, co. 3, c.p.c.)

Per i crediti di lavoro l'art. 429, co. 3, c.p.c. impone al giudice di liquidare d'ufficio:

  • Rivalutazione monetaria dalla maturazione del credito alla liquidazione.
  • Interessi legali sull'importo progressivamente rivalutato.

Le Sezioni Unite (Cass. SU n. 38/2001) hanno chiarito che gli interessi vanno calcolati anno per anno sull'importo già rivalutato a quell'anno, non sull'importo originario. Questa regola tutela il lavoratore ma non si applica automaticamente agli altri crediti: per il risarcimento del danno, ad esempio, gli interessi compensativi si calcolano sull'importo medio rivalutato (Cass. SU n. 1712/1995).

Formula di calcolo

La formula base è:

Rivalutato = Originale × (Indicefinale / Indiceiniziale)

Esempio: importo del 2015 (indice 100) rivalutato al 2024 (indice 121,3): €10.000 × (121,3 / 100) = €12.130. Il differenziale di €2.130 rappresenta la perdita di potere d'acquisto recuperata con la rivalutazione.

L'aggiornamento dei canoni di locazione

L'art. 32 L. 392/1978 (legge equo canone) prevede l'aggiornamento ISTAT dei canoni di locazione abitativa, di norma nella misura del 75% della variazione dell'indice FOI. Per i contratti a canone concordato (art. 2, co. 3, L. 431/98) l'aggiornamento è quello pattuito tra le parti, che può essere ridotto. Per le locazioni ad uso non abitativo, l'aggiornamento è del 75% se la durata contrattuale è non superiore a 6 anni; può essere pieno per durate maggiori.

L'indice FOI vs FOI senza tabacchi

L'ISTAT pubblica due indici FOI: l'indice "completo" (con tabacchi) e quello "senza tabacchi". Per la rivalutazione di crediti pecuniari (art. 1224 c.c.) si usa il FOI "senza tabacchi" (indice ai fini della rivalutazione monetaria). Per gli aggiornamenti contrattuali si usa l'indice indicato nel contratto. Lo strumento utilizza il FOI senza tabacchi base 2015=100, conformemente alla prassi.

Domande frequenti sulla rivalutazione monetaria

Dipende dalla natura del credito. Per i CREDITI DI LAVORO (art. 429 c.p.c.) sono sempre cumulabili: rivalutazione + interessi sul rivalutato. Per il RISARCIMENTO DEL DANNO (debito di valore), si cumulano interessi compensativi calcolati sull'importo medio rivalutato. Per i CREDITI DI VALUTA (in cui non c'è rivalutazione automatica), si applicano solo gli interessi legali ex art. 1224 c.c. Lo strumento adatta il calcolo alla tipologia selezionata.

Per la rivalutazione monetaria ai fini civilistici (art. 1224 c.c., risarcimento danni, crediti di lavoro) si usa il FOI senza tabacchi (base 2015=100), pubblicato mensilmente dall\'ISTAT. Per gli aggiornamenti contrattuali (locazioni, contratti di durata) si usa l\'indice indicato nel contratto, salvo diverso accordo. Esiste anche l\'indice NIC (Nazionale per l\'intera collettività) ma è meno usato in ambito legale.

In generale no, vige il principio nominalistico (art. 1277 c.c.). Eccezioni: (a) clausola contrattuale di indicizzazione (es. canoni di locazione, art. 32 L. 392/78); (b) maggior danno ex art. 1224, co. 2, c.c. provato dal creditore (in caso di mora). Per i debiti di valore (risarcimento, indennizzo, lucro cessante) la rivalutazione è automatica fino alla liquidazione.

Le SU del 2001 (Cass. n. 38/2001) hanno superato il vecchio metodo "Cassazione". Si procede per "scalini" annuali: anno 1 = capitale × tasso anno 1; anno 2 = (capitale + rivalutazione anno 1) × tasso anno 2; e così via fino alla liquidazione. Lo strumento applica automaticamente questo metodo se selezioni "Crediti di lavoro".

La rivalutazione monetaria si ferma alla data della LIQUIDAZIONE (sentenza). Dopo quella data, il debito si trasforma in debito di valuta e produce solo interessi legali ex art. 1224, co. 1, c.c. fino al pagamento effettivo. Per il maggior danno ex art. 1224, co. 2, c.c. occorre prova rigorosa (Cass. SU n. 19499/2008).

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